Giugno 2012
43 post
Del calcio non me n’è mai fregato un cazzo e se vince la Spagna non mi importa, ma quando c’è Italia - Germania bisogna bestemmiare e tifare. I crucchi non devono vincere.
Suca Merkel, nach Hause.
Mi trovo ad un punto nella mia vita quasi totalmente privo di certezze. Domani ho un esame di lingua e cultura giapponese e, nonostante abbia studiato con costanza tutto l’anno e la mia coinquilina giapponese mi dica di stare tranquilla perché sono preparata, so già che al momento in cui inizierò a scrivere mi verrà un gran nervoso e dimenticherò metà dei kanji faticosamente imparati in tre anni. Non che siano poi tanti, circa duecento. Se penso che ci sono persone che studiano giapponese a tempo pieno e imparano cento e più kanji in un mese mi sento veramente una schiappa, ma d’altronde non è certo colpa mia se nella mia facoltà si può studiare il giapponese solo come terza lingua. Dal momento che vorrei laurearmi il 12 di luglio e che in questa sessione ho un totale di sette esami da superare, sono molto tesa. Per ora ne ho passati sicuramente 3, del quarto sto ancora aspettando il risultato; i restanti tre sono, appunto, giapponese, interpretazione giuridica francese e diritto. E’ essenziale che io riesca a laurearmi il 12 luglio, altrimenti non potrò andare a studiare a Leida per settembre, ed iscrivermi alla specialistica (un corso incentrato soprattutto sull’editoria, settore in cui da sempre vorrei lavorare). Anche il mio ragazzo deve laurearsi a luglio, perché anche lui vorrebbe venire in Olanda a studiare. Nel suo caso la bestia nera sono gli esami di russo, ma dal momento che si sta svenando sui libri per tentare di passarli non posso certo rimproverargli niente. L’unica certezza nella mia vita attuale è proprio lui. Se non penso agli esami inizio immediatamente a rimuginare su come faremo per trovare un alloggio ed un lavoro a Leida, dal momento non ho nessuna intenzione di farmi ulteriormente mantenere dai miei. Non totalmente, almeno. Non ho una vera e propria necessità di lavorare, perché ai miei i soldi non mancano, ma voglio rendermi indipendente; il mio ragazzo, invece, deve trovare qualcosa se vuole sperare di studiare all’estero, e anche questo pensiero è per me una fonte d’ansia. Se solo questo paese non fosse ridotto a una merda, avremmo molte meno cose a cui pensare, e potremmo goderci di più i nostri ventuno anni. Mi sembra di correre in un tunnel senza fine, senza mai vedere la luce. Tutti questi miei - anzi, nostri - sforzi porteranno mai a qualcosa? Nell’attesa di una risposta mi dedico allo yoga, prima di andare a letto. Buonanotte.
明日は日本語のしけんがあります。たくさん物を勉強しなくちゃいけませんでしたから、ちょっとしんぱいしています。いつも何か忘れます!でも、日本語の授業はおわりましたので、私はとても悲しい。今日私の日本人友だちと練習して、漢字をたくさん書きました。試験に、聞く練習と読む練習と作文と会話があります。頑張らなくちゃいけない!おやすみ。
Alla fine il week-end (fino ad ora) non è andato affatto male: ho studiato giapponese per l’esame di martedì e mi sento piuttosto preparata; ho studiato in compagnia; sono andata a cena al ristorante cinese con dei ragazzi che non conoscevo ma che sembrano simpatici, e stasera pizza e film con un’amica. Pensavo peggio.
Ho iniziato a leggerlo in inglese qualche giorno fa. Ero sicura mi sarebbe piaciuto perché ho adorato About a boy, ma per ora mi sta un po’ deludendo. Non mi ha ancora preso, ecco. Il protagonista mi sta sulle balle!
Meh.
![]()